tra il dire e il fare

La Messa non finisce con il segno della croce e il saluto “andate in pace”, ma inizia proprio in quel momento. Il Vangelo di questa domenica ci provoca: la differenza tra i figli di Dio non si misura dalle parole o dai titoli religiosi, ma dalle opere. Non conta professarsi cristiani se poi non lavoriamo con amore nella vigna del mondo. Usciamo di chiesa con la fretta buona di chi non vede l’ora di trasformare la liturgia in vita vissuta ogni giorno, portando frutto nelle nostre case. (DOMENICA 27 settembre 2026 – XXVI anno A)

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da Dio bonus a Dio buono

Il Vangelo ci invita a riscoprire una fede che non è un freddo calcolo di crediti e debiti con Dio, ma la gioia di imparare la speranza. Il Signore non è un padrone che distribuisce bonus in base ai nostri meriti, ma un Padre infinitamente buono che ci chiama tutti, a qualsiasi ora, a coltivare il Vangelo nel mondo. (DOMENICA 20 settembre 2026 – XXV anno A)

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gli occhiali di Dio

Il Vangelo ci invita a scoprire il vero volto di Dio, che è pura misericordia. Gesù ci chiede di perdonare “settanta volte sette”, con un amore esagerato che va oltre la logica umana. Solo vivendo il perdono reciproco possiamo donare speranza e rendere visibile l’amore di Dio nel mondo. (DOMENICA 13 settembre 2026 – XXIV anno A)

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insalata di riso

Di fronte agli errori di chi ci sta vicino, la reazione istintiva è spesso la divisione o il giudizio. Gesù ci insegna invece l’arte della correzione fraterna: un cammino paziente per non perdere nessuno. Il vero obiettivo non è dimostrare di aver ragione, ma salvare i legami e recuperare sempre il fratello. (DOMENICA 6 settembre 2026 – XXIII anno A)

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crocifisso si o no?

La polemica sul crocifisso nei luoghi pubblici interroga la nostra fede. Riscoprire la fatica dei primi cristiani nell’accogliere il simbolo della croce ci aiuta a comprendere la via dell’amore vero, che vince ogni logica di potere e di successo. La croce non è ornamento tradizionale ma messaggio che provoca ancora. (DOMENICA 30 agosto 2026 – XXII anno A)

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duri come pietre

Siamo spesso come pietre: duri, immobili e d’intralcio agli altri. Eppure, nelle mani di Dio, la nostra vita può essere scolpita. La fede è la relazione quotidiana d’amore con il Maestro che trasforma le nostre durezze in capolavori di grazia. Attraverso il Vangelo, la comunità e la carità, lasciamoci modellare da Lui. (DOMENICA 23 agosto 2026 – XXI anno A)

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briciole di umanità

Di fronte alla donna cananea, Gesù sembra assumere la chiusura del nostro cuore. Ma è una provocazione: ci mostra i nostri pregiudizi per svelare una fede immensa. Non sono i migranti a dover «remigrare», ma la nostra disumanità, per fare spazio a un’accoglienza vera che vince ogni paura e riapre le porte a tutti noi. (DOMENICA 16 agosto 2026 – XX anno A)

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sulle acque della vita

Il Vangelo di oggi ci mostra Pietro sulle acque agitate del lago: un’immagine della nostra vita segnata da paure, dubbi e fragilità. Gesù non ci giudica per le nostre esitazioni, ma tende sempre la mano per salvarci. La vera fede non è assenza di ombre, ma la certezza di una mano che ci afferra nel caos della storia. (DOMENICA 9 agosto 2026 – XIX anno A)

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fame di Dio

La partecipazione alla Messa cala, ma nel cuore delle persone resta intatta una profonda fame di Dio. Anche nelle occasioni straordinarie riemerge il bisogno di ascolto e di senso. Gesù ci invita a non cedere alla sfiducia: i nostri pochi pani e pesci, messi nelle sue mani, possono nutrire chiunque cerchi speranza. (DOMENICA 2 agosto 2026 – XVIII anno A)

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Vangelo da pazzi

Il “regno dei cieli” non è un’illusione ultraterrena, ma la presenza concreta di Dio nella nostra storia quotidiana. Contro la logica del mondo, che pensa di raggiungere la pace con la forza e la sopraffazione, Gesù ci invita alla pazzia di scegliere la via del perdono: un tesoro per cui vale davvero la pena spendere la vita intera. (DOMENICA 26 luglio 2026 – XVII anno A)

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