La Messa non finisce con il segno della croce e il saluto “andate in pace”, ma inizia proprio in quel momento. Il Vangelo di questa domenica ci provoca: la differenza tra i figli di Dio non si misura dalle parole o dai titoli religiosi, ma dalle opere. Non conta professarsi cristiani se poi non lavoriamo con amore nella vigna del mondo. Usciamo di chiesa con la fretta buona di chi non vede l’ora di trasformare la liturgia in vita vissuta ogni giorno, portando frutto nelle nostre case. (DOMENICA 27 settembre 2026 – XXVI anno A)
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